VERTIGO * move into my airspace
Teatro magico Ingresso libero non a tutti ...non a tutti. Soltanto...per...pazzi! [e d'altro canto anche la vita più infelice ha le sue ore di sole e i suoi fiorellini fortunati in mezzo alla sabbia e alle petraie...]

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Cimw Tempestose - Emily Bronte

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Allan Stewart Konigsberg
Alvy: Ho una concezione molto pessimistica , io, della vita. devi saperlo, questo, sul mio conto, se dobbiamo frequentarci, mi spiego. Io… secondo me… io ritengo che la vita sia divisa in due categorie: l'orribile e il miserrimo. Sono queste le due categorie. Orribile sarebbero, non so, hm… i casi più gravi, mi spiego? Tutti i ciechi, gli storpi e così via. Annie: Sì. Alvy: Non so… Non lo so mica, come tirano avanti. Per me è qualcosa di stupefacente. Mi spiego? Miserrimo sono tutti gli altri. E' tutto, tutto qui. Quindi, quando pensi alla vita, devi ringraziare il cielo se sei soltanto miserrimo, perché è… è una grossa fortuna… essere… essere miserrimo.

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sabato, 03 giugno 2006

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domenica, 28 maggio 2006
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basta, fine, stop. ho raggiunto il limite di sopportazione, non sono qui, sono stufa, esasperata, sofferenza inutile e ingratitudine.
fuori di qui, fuori.
non ti voltare, perchè io non mi volto più


mercoledì, 24 maggio 2006

la sento forte questa primavera nascosta, che sottile si annida dietro minacciosi ammassi di nuvole. scivolo sui giorni con leggerezza e cognizione di causa, so dove vado, so cosa faccio, salvo qualche cedimento improvviso che obnubila la mente e mette ko. il sole c'è, poi non c'è più. ma riempiono le giornate parole maestose di un rimbaud che dall'inferno si fonde e confonde con le malate memorie di un insondabile sottosuolo. mi va bene così, con i progetti di vacanze fumosi ma emozionanti, con le immagini di granada e barcellona in cui mi immergo, ne sento la musica e i sapori, i colori dell'alhambra sfavillanti al nostro fianco, manca poco, manca davvero poco per scivolare sotto le guglie maestose di barcellona. ho voglia di camminare, di perdermi tra le vie, ho voglia di foto, dannatamente voglia di foto, e di luce da foto, la luce spagnola come assoluta protagonista della mia macchina fotografica, i colori sono riflessi di luci. i miei colori, dove sono i miei colori?e i vostri?io li vedo, io la luce da foto la sento dentro agli occhi, nonostante la stanchezza, nonostante il ritmo stremante dei giorni che rotolano veloci in acciottolii musicali. vallo a ritrovare quel pezzo lì che avevi scritto sulla generationX, l'unico numero del nostro giornale autoprodotto è già negli scatoloni, mi è piaciuta quella mail, cose che io avevo già scritto, riscritte da altri, è come essere capiti da un estraneo, che non è poco. ho bisogno di camminare a tempo perso, di buttare il tempo in un cestino di raggi di sole intrecciati. voglio quest'estate, voglio la mia estate. voglio adorare l'aria notturna delle città deserte e la salsedine che non vuole andare via. voglio questa fine, voglio l'inizio che c'è dietro l'angolo, voglio la vita che mi aspetta da mesi, che è già lì, pronta per me, voglio vedere cos'ha da dirmi, cos'ha da offrirmi, come e se saprà agitarmi e segnare il mio percorso. sì, ho ben chiare le mie priorità, rare eccezioni, ho ben chiaro cosa mi aspetto dal mio futuro: l'usuale imprevedibilità. scrivere è comunicare, comunicare a voi e a me, ai centomila e nessuno pirandelliani io che si alternano e si rimescolano. io so dove sono, so come vivo, so come sono arrivata fin qui e ora so anche perchè, consapevole e insoddisfatta di un qualsiasi traguardo raggiunto, obiettivo dopo obiettivo, insaziabilmente alla ricerca.
se anche non mi ritrovate, un consiglio, considerate che, in fondo,
non ne valeva la pena,
se vi pare


sabato, 13 maggio 2006
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crack
ho fatto crack (di nuovo)
bastavano cinque minuti
e invece crack


giovedì, 11 maggio 2006

There will be time, there will be time
To prepare a face to meet the faces that you meet;
There will be time to murder and create,
and time for all the works and days of hands
That lift and drop a question on your plate;
Time for you and time for me...

[He passed the stages of his age and youth
Entering the whirpool.]


giovedì, 04 maggio 2006

il blog, quale affascinante, ammaliante, irresistibile entità soprannaturale ci troviamo a gestire? Perchè una volta che ci si casca, non si riesce a smettere e prima o poi si torna indietro anche quando si era detto "non fa per me"? Cosa ci spinge, cosa ci muove a bloggettare rabbiosamente a destra e a manca e a lasciarci prendere da una mania che, se sottovalutata e trattata senza le dovute precauzioni, ci catapulterà inevitabilmente di diritto in una forma di ghetto blogghistico di blog-nerd?
Prima incuriosisce e si comincia a leggere qualcosa quà e là, guarda cosa scrive tizio, caio invece scrive di politica e sempronio è un noiosissimo intimista(come me, sì sì). Ma, effettivamente, l'inizio della fine è...
quando qualcuno che conosci ha un blog
- ! -
panico
oddio ma guarda tra i link, ma io questo lo conosco, conosco anche quest'altro, voglio sapere, voglio sapere.
la morbosità aumenta, aumenta la sete di conoscenza bloggeristica, il desiderio di diventare il maggior conoscitore di blog al mondo non è più una profumata utopia, ma un obiettivo essenziale...finchè, voler sapere non basta più e si vuole "essere saputi".
apri il tuo blog
il primo è un post timidino, per la serie mah, che roba è, non andrà mai avanti, però ce provo.
se arrivate oltre il primo post, se superate il passaggio volere sapere-voler essere saputi, sperate di avere abbastanza forza per non cadere nel circolo vizioso, di avere il coraggio di dire basta.
no alla blog-dipendenza, perchè poi è molto peggio che smettere di fumare.

p.s. : si ride e si scherza, ma il blog ti (in)glob(a)
mercoledì, 03 maggio 2006

Living is easy with eyes closed
Misunderstanding all you see.
It’s getting to be someone.
But it all works out,
It doesn’t matter much to me.
Let me take you down,
‘Cos I’m going to Strawberry Fields.

martedì, 02 maggio 2006

perchè io ci spero sempre in un sorriso che possa smuovere qualcosa, ma non posso sempre sorridere, ho passi pieni di pesi, tu non sai. potrebbe essere una lettera questa, potrebbe. basterebbe vedermi da vicino, sentire che i battiti sono gli stessi. muri, muri di silenzio e tentativi di far scivolare tutto sulla pelle falliti miseramente.
strade che si lasciano dimenticare... che poi non è vero, nulla si lascia dimenticare, si accumula tutto
non è il momento di lottare
perchè se stai svanendo io non ci riesco a stringere più a fondo...vorrei che tu fossi qui
meno male che quelli che si contano sulle dita di una mano ci sono sempre
per il tuo amore che è in tutto ciò che gira intorno
acquista un senso questa città e il suo movimento
fatto di vite vissute piano sullo sfondo
Un altro giorno un'altra ora ed un momento
dentro l'aria sporca il tuo sorriso controvento
lunedì, 01 maggio 2006

Fate politica come i bambini, vi azzuffate nell’incolparvi a vicenda e bisticciando coi “nemici”, cambiate bandiera come cambiate i calzini sporchi. Spacciate per virtù la vostra indolenza, per sano dinamismo i vostri ripetuti voltagabbana. Ma non avete scelta, non avete davvero potere sulla vostra vita smossa al di fuori e stagnante dentro, non avete la luce negli occhi della vera solidarietà, non avete il coraggio di offrire un sostegno anche quando il peso è enorme. Non avete luce, non avete raggi di sole nei vostri occhi, cercate rifugio in nascondigli aridi e spenti, vi nascondete di notte ai vostri pensieri? Fuggite nel buio delle vostre stanze spaziose alla coscienza che vi riempie di memorie di chi avete lasciato per strada? Vi soffermate mai a pensare che non è in un canto accidioso l’espiazione di solitudini impazzite che vi siete autoimposti, che avete ricercato, in fondo voluto e sperato? E nella prima notte di maggio, cosa passeggia nei vostri cuori, l’impulso nobile di un grande coraggio di rimediare ai vostri errori? O la meschina convinzione che chi ha i denti non ha il pane, e il pane è sempre, sempre degli altri. La vostra vita è così leggera come in fondo la volevate e forse nel cuore non sentite nessun peso di pietre antiche, ma se il ricordo resta, se il tempo in fondo rimane, non vagate di giorno solo perchè è più facile, tra le immagini fredde del vostro presente, date uno sguardo all’affetto sprecato, esaminate se poi davvero la corrente vi ha portato lì dove era vostra intenzione fermarvi. Ripensate le parole, le musiche, i suoni che non si riescono più a ritrovare perchè si sapevano un tempo ascoltare, annusate la melodia di una notte di maggio, che scivola lenta e angosciante portando con sè gli ultimi brandelli di coraggio, di speranza, anche di disperazione.
Perchè si pensa spesso che più in giù di così c’è solo da scavare, ma non si ricorda che a scavare ognuno è maestro.
Non rinchiudetevi nella vita rutilante e luminosa, finta di luci abbaglianti che non nascondo che vuoti incolmabili.
Aprite la mente, davvero, guardate nel cuore, davvero, e smettete di fare i capricci, non siete bambini viziati.



E un giorno ti svegli stupita e di colpo ti accorgi
che non sono più quei fantastici giorni all'asilo
di giochi, di amici e se ti guardi attorno non scorgi
le cose consuete, ma un vago e indistinto profilo...

E un giorno cammini per strada e ad un tratto comprendi
che non sei la stessa che andava al mattino alla scuola,
che il mondo là fuori t'aspetta e tu quasi ti arrendi
capendo che a battito a battito è l'età che s'invola...

E tuo padre ti sembra più vecchio e ogni giorno si fa più lontano,
non racconta più favole e ormai non ti prende per mano,
sembra che non capisca i tuoi sogni sempre tesi fra realtà e sperare
e sospesi fra voglie alternate di andare e restare...
di andare e restare...

E un giorno ripensi alla casa e non è più la stessa
in cui lento il tempo sciupavi quand'eri bambina,
in cui ogni oggetto era un simbolo ed una promessa
di cose incredibili e di caffellatte in cucina...

E la stanza coi poster sul muro ed i dischi graffiati
persi in mezzo ai tuoi libri e regali che neanche ricordi,
sembra quasi il racconto di tanti momenti passati
come il piano studiato e lasciato anni fa su due accordi...

E tuo padre ti sembra annoiato e ogni volta si fa più distratto,
non inventa più giochi e con te sta perdendo il contatto...
E tua madre lontana e presente sui tuoi sogni ha da fare e da dire,
ma può darsi non riesca a sapere che sogni gestire...
che sogni gestire...

Poi un giorno in un libro o in un bar si farà tutto chiaro,
capirai che altra gente si è fatta le stesse domande,
che non c'è solo il dolce ad attenderti, ma molto d'amaro
e non è senza un prezzo salato diventare grande...

I tuoi dischi, i tuoi poster saranno per sempre scordati,
lascerai sorridendo svanire i tuoi miti felici
come oggetti di bimba, lontani ed impolverati,
troverai nuove strade, altri scopi ed avrai nuovi amici...

Sentirai che tuo padre ti è uguale, lo vedrai un po' folle, un po' saggio
nello spendere sempre ugualmente paura e coraggio,
la paura e il coraggio di vivere come un peso che ognuno ha portato,
la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato... "